Quando pensiamo a una vecchia caldaia, normalmente il primo problema che ci viene in mente riguarda i consumi. Una macchina datata consuma più gas, costa di più mantenerla e, prima o poi, comincia anche a richiedere qualche intervento di troppo. C’è però un altro aspetto di cui si parla decisamente meno: quanto inquina una vecchia caldaia?
La questione è interessante perché una caldaia può continuare apparentemente a funzionare bene anche dopo molti anni. Si accende, scalda i termosifoni e produce acqua calda. Dal punto di vista dell’utente, quindi, potrebbe non esserci nessun motivo evidente per sostituirla. Dal punto di vista energetico e ambientale, invece, le cose possono essere parecchio diverse.
Caldaie e ambiente: perché le vecchie generazioni inquinano di più
Per capire il rapporto tra caldaie e ambiente bisogna partire dalla combustione. Una caldaia alimentata a gas brucia combustibile per produrre calore e, inevitabilmente, genera delle emissioni.
Tra queste troviamo naturalmente l’anidride carbonica (CO₂), direttamente collegata alla quantità di combustibile utilizzato, ma anche gli ossidi di azoto (NOx), inquinanti prodotti durante il processo di combustione.
A questo proposito, una vecchia caldaia può partire già svantaggiata per due motivi.
Il primo riguarda l’efficienza. Se per ottenere la stessa quantità di calore abbiamo bisogno di bruciare più gas, evidentemente aumentano anche le emissioni di CO₂ associate al consumo.
Il secondo riguarda invece la tecnologia del bruciatore e il controllo della combustione. Le caldaie moderne sono state progettate rispettando requisiti di efficienza ed emissioni decisamente più stringenti rispetto agli apparecchi immessi sul mercato molti anni fa.
Per tale motivo non dobbiamo fare l’errore di pensare che una caldaia vecchia e una moderna siano sostanzialmente la stessa macchina con qualche componente elettronico in più.
Quanto inquina una vecchia caldaia rispetto a una a condensazione?
Dare una percentuale valida per qualsiasi abitazione sarebbe poco serio. Dipende dalla caldaia esistente, dalla sua età, dal rendimento reale, dallo stato di manutenzione, dall’impianto e soprattutto da quanto viene utilizzata.
Il principio, però, è piuttosto semplice.
Una vecchia caldaia tradizionale utilizza il calore generato dalla combustione e scarica all’esterno fumi ancora relativamente caldi. Una caldaia a condensazione, invece, è progettata per recuperare anche una parte dell’energia contenuta nel vapore acqueo presente nei prodotti della combustione.
In poche parole, cerca di utilizzare meglio ogni metro cubo di gas consumato.
Se diminuisce la quantità di combustibile necessaria per soddisfare lo stesso fabbisogno termico dell’abitazione, diminuiscono conseguentemente anche le emissioni di CO₂ legate al consumo di gas.
D’altra parte, quando parliamo di inquinamento delle caldaie non possiamo fermarci alla CO₂. Bisogna considerare anche gli NOx.
Ed è proprio qui che la differenza tecnologica tra generazioni di apparecchi può diventare particolarmente importante: i generatori moderni utilizzano sistemi di combustione sviluppati anche allo scopo di contenere queste emissioni.
Non significa, naturalmente, che una caldaia a condensazione sia una macchina a emissioni zero. Continua a utilizzare un combustibile fossile e continua quindi a produrre emissioni. Semplicemente, una macchina moderna ed efficiente può sfruttare meglio il combustibile rispetto a un vecchio generatore e utilizzare tecnologie di combustione più evolute.

Una caldaia vecchia ma funzionante deve essere sostituita?
Qui il discorso cambia parecchio.
Una caldaia non deve essere sostituita automaticamente soltanto perché ha raggiunto una determinata età. A dire il vero, capita frequentemente di trovare apparecchi piuttosto vecchi che continuano a funzionare.
Il problema è capire come stanno funzionando.
Se una caldaia ha molti anni, consuma parecchio, richiede riparazioni frequenti e presenta un rendimento ormai modesto, continuare a mantenerla può diventare poco conveniente sia economicamente sia dal punto di vista energetico.
Prima di decidere, pertanto, ha senso valutare almeno l’età e tecnologia della caldaia, rendimento e consumi reali, frequenza dei guasti, disponibilità e costo dei ricambi, condizioni dell’impianto di riscaldamento e possibilità di far lavorare correttamente una nuova caldaia a condensazione.
È proprio l’ultimo punto che spesso viene dimenticato.
Installare una caldaia moderna non significa automaticamente ottenere il massimo rendimento possibile. La condensazione viene sfruttata particolarmente bene quando la temperatura dell’acqua di ritorno permette effettivamente al generatore di condensare. Regolazione climatica, temperatura di mandata e caratteristiche dell’impianto diventano quindi parte dello stesso ragionamento.
Di fatto, non stiamo sostituendo semplicemente una scatola appesa al muro. Stiamo intervenendo sul generatore di un impianto termico che deve funzionare nel suo insieme.
Manutenzione ed emissioni della caldaia sono collegate
C’è poi una situazione differente: la caldaia non è necessariamente molto vecchia, ma è stata trascurata per anni.
Anche questo può incidere.
Un generatore con componenti sporchi, combustione non correttamente regolata o problemi che ne compromettono il rendimento può lavorare peggio rispetto alle condizioni previste dal produttore.
A tal proposito, manutenzione e controlli dell’impianto non servono esclusivamente a evitare che la caldaia si rompa.
Il DPR 74/2013 disciplina esercizio, conduzione, controllo, manutenzione e ispezione degli impianti termici, prevedendo inoltre controlli di efficienza energetica nelle condizioni stabilite dalla normativa. La periodicità della manutenzione, tra l’altro, non può essere ridotta semplicemente alla formula generica “una volta l’anno”: occorre fare riferimento alle istruzioni dell’installatore, del fabbricante e alla disciplina applicabile allo specifico impianto.
Questo è importante anche quando si parla di caldaie e ambiente, perché mantenere il generatore nelle corrette condizioni di funzionamento significa verificare che la combustione e l’efficienza non vengano semplicemente date per scontate.
Cambiare una vecchia caldaia riduce sempre l’inquinamento?
Dipende da cosa installiamo al suo posto e da come viene utilizzato il nuovo sistema.
Sostituire una vecchia caldaia poco efficiente con una moderna caldaia a condensazione può ridurre il consumo di combustibile necessario per produrre il calore richiesto dall’abitazione. Pertanto, a parità di fabbisogno, possiamo avere una riduzione delle emissioni legate al gas consumato.
Ma il ragionamento oggi può andare anche oltre.
In determinate abitazioni può essere opportuno valutare una pompa di calore oppure un sistema ibrido. In altre, invece, caratteristiche dell’edificio, terminali presenti, temperature richieste dall’impianto e potenza disponibile possono rendere necessaria una valutazione differente.
Sta di fatto che la soluzione energeticamente migliore non si sceglie guardando soltanto il generatore.
Prima bisogna capire quanta energia richiede realmente l’abitazione e in quali condizioni deve essere prodotta.
Una caldaia che consuma troppo inquina anche più del necessario
Alla fin fine, consumo ed emissioni sono due facce dello stesso problema.
Se una vecchia caldaia deve bruciare più gas per fornire la stessa quantità di calore utile, non stiamo semplicemente spendendo più soldi. Stiamo anche utilizzando più combustibile del necessario.
Ecco perché il tema delle caldaie e dell’ambiente non dovrebbe essere affrontato soltanto quando una macchina arriva alla fine della propria vita.
Una caldaia datata può continuare a funzionare, ma questo non significa necessariamente che continui a farlo in maniera conveniente ed efficiente.
A maggior ragione quando iniziano ad aumentare consumi, guasti e interventi di riparazione, ha senso verificare il rendimento reale dell’apparecchio e confrontarlo con ciò che potrebbe offrire un generatore moderno.
In fin dei conti, la domanda corretta non è semplicemente “la mia vecchia caldaia funziona ancora?”.
La domanda utile è un’altra: quanto gas deve ancora consumare per fare lo stesso lavoro?